Con sentenza del 23 maggio il Tar di Parma ha annullato il vincolo indiretto sullo stradello di Villa Serena, accogliendo i ricorsi nel merito proposti dal Comune di Piacenza.
La sentenza evidenzia la contraddittorietà della Soprintendenza, in quanto ha introdotto un vincolo, seppure indiretto, sullo stradello – avallato con decreto nell’agosto 2006 – quando tutte le valutazioni precedenti erano state di segno opposto, poiché lo stradello stesso non era ritenuto di particolare importanza storica, tant’è che nel 2005 la stessa Soprintendenza non aveva rilevato incongruenze da parte del Comune durante l’iter di approvazione del Piano Regolatore Comunale. Inoltre, nel corso dei vari sopralluoghi effettuati sempre nel 2005, da parte della Soprintendenza nulla era stato eccepito in ordine al progetto della bretella.
Secondo il Tribunale di Parma, la Soprintendenza Regionale, con il decreto ora annullato, è andata oltre le indicazioni espresse sia dal Comitato Tecnico Scientifico del Ministero dei Beni Culturali, che inviò l’ispettore Stefano Rezzi nell’agosto del 2005, sia dalla sezione regionale del medesimo Comitato nel novembre 2005. Il decreto annullato l’altro giorno dal Tar prevedeva: la riduzione della carreggiata stradale a dieci metri lineari; la variazione del tracciato di progetto del raccordo viario, nel tratto dell’intersezione con il viale d’accesso a Villa Serena, con traslazione dello stesso verso est sino ad essere ricompresso all’interno di altra particella catastale.
Misure, queste, che il Tar ha giudicato inidonee, in quanto non hanno tenuto in alcun conto che all’emissione del provvedimento ministeriale, la bretella era già stata legittimamente completata, sulla base delle precedenti pronunce del Tar stesso e del Consiglio di Stato nella fase cautelare del giudizio.
La sentenza dunque, nel sancire la piena e ininterrotta legittimità dell’azione del Comune, tesa a realizzare la bretella stradale, va ad incidere anche sulle denunce penali che la Soprintendenza e i proprietari della Villa Serena hanno proposto nei confronti del sindaco e dei tecnici comunali.
Per la complessità e contraddittorietà della vicenda, i giudici hanno comunque ritenuto opportuno compensare le spese, che altrimenti avrebbero dovuto gravare sull’Amministrazione soccombente (il Ministero per i Beni Culturali), e dunque sul’erario statale.
Sono d'accordo!! Come esattore propongo Edo Piazza.Commento di Poft scritto il Maggio 25, 12:47
mi associo... le spese le invierei al comune di milano "assessorato della cultura" alla c.a.Sig. Sgarbi... forza ROBERTO!!!! e domenica tutti a votare!!!!Commento di scritto il Maggio 25, 12:55
Ho seguito fin dall'inizio la vicenda di Villa Serena. Dobbiamo ringraziare la proprietaria e i suoi amici altolocati se anche noi poveri mortali possiamo ora 'ammirare' (solo da lontano) questo capolavoro, sconosciuto alla cittadinanza. Meglio di così non si poteva operare: questa vicenda ha convinto me e altri amici che abbiamo un sindaco con le p...le. E Sgarbi se ne torni a Milano (povero Comune, con un Assessore così) e ci stia!!!!Commento di raf - un ex di destra scritto il Maggio 25, 20:05
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Villa Serena nuova sentenza favorevole al Comune
Commento di Andrea scritto il Maggio 25, 12:08