"Il 150esimo anniversario dell'Unita' nazionale non puo' ne' deve essere ostaggio di contrapposizioni tra partiti e fazioni avverse, ma va celebrato come appuntamento che riguarda - indipendentemente dalle convinzioni o dalla provenienza geografica - tutti i cittadini italiani''. Lo afferma Roberto Reggi vice presidente Anci e sindaco di Piacenza che, dal sito dell'Anci, spiega i suoi auspici in vista della ricorrenza del prossimo 17 marzo.
''Il concetto di sacrificio per un ideale assume, oggi, un sapore importante, visto c'e' chi vorrebbe ergere muri dimenticando il senso della storia e la forza della memoria.
Il 150esimo anniversario - rileva Reggi - deve essere l'occasione per riscoprire e rivalutare con orgoglio l'esempio e gli insegnamenti del passato''.
Il vice presidente Anci in particolare sottoscrive l'appello del Presidente Napolitano che, da Reggio Emilia, ha invitato al rispetto dei principi della Costituzione. Quelle parole hanno rappresentato ''un richiamo forte ai principi fondamentali di quella, che gia' Carlo Azeglio Ciampi, aveva definito la ''Bibbia laica'' di ogni esponente delle istituzioni. Rispettarne i dettami significa non solo assolvere un dovere civico, ma interpretare la politica nell'accezione piu' alta e autentica del termine: come servizio alla collettivita''' sottolinea Reggi. ''Non e' accettabile, da parte di chi riveste cariche pubbliche, alcun atteggiamento teso a svilire il senso dell'unita' e dell'appartenenza al Paese, ne' a denigrarne - come purtroppo e' avvenuto in piu' occasioni - i simboli''.
Infine, un accenno al federalismo: ''Se attuato con chiarezza e nell'ambito di un percorso condiviso, potra' portare un miglioramento in termini di efficienza, avvicinando i cittadini alle amministrazioni e attuando quel controllo diffuso, condizione essenziale per la trasparenza'', osserva Reggi. Tuttavia per il vice presidente Anci, ''esso non puo' essere disgiunto da un'ottica perequativa, perche' in caso contrario e' forte e concreto il rischio della disunita'''.
Cosi' come e' necessario che ''non si dimentichino ne' si calpestino le nostre origini e le nostra storia: disconoscere il nostro passato significa costruire un futuro incerto e instabile'', conclude il sindaco di Piacenza.
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