18 Luglio

Freda, mi piace dialogare per trovare soluzioni concrete

Intervista a Sabrina Freda. Dall'Italia dei Valori all'incarico in giunta in settori che puntualmente accendono la polemica: riqualificazione urbana, commercio e marketing.

ASSESSORE
FREDA SABRINA

OGGETTO DELLA DELEGA:

- Riqualificazione urbana
- Commercio
- Marketing urbano

Patrizia Soffientini su Libertà di sabato 14 luglio

L'assessore alla "diplomazia"
Freda: con i commercianti cerco un dialogo costruttivo

Se c'è qualcuno che può tener testa con la dolcezza ai commercianti più combattivi è Sabrina Freda, 37 anni, neo assessore alla riqualificazione urbana, commercio, marketing. Temi che, appena li sfiori, scoppia l'incendio.

«Non sono per lo scontro, mi piace riuscire a dialogare e trovare soluzioni concrete dentro un progetto comune, le divergenze possono esserci, ma con una meta condivisa si superano» confida lei, con quella sua calma olimpica nella quale è diluito un goccio di timidezza, quei modi eleganti e senza artifici retorici. «Non sono molto espansiva - ammette - è strano per una napoletana». Però ha uno stile da diplomatica nata. A se stessa, Sabrina riconosce doti di tenacia nel raggiungere i risultati, una grande capacità di lavoro.

Queste qualità devono esserle servite durante i cinque anni trascorsi a discutere con i tecnici, in massima parte uomini, della Tav, la linea ad Alta Velocità. Laureata in architettura al Politecnico di Milano e in ingegneria edile a Pavia, Sabrina ha fatto parte del gruppo di specialisti impegnati sulla verifica dei progetti, la programmazione dei cantieri e gli impatti sul traffico. «Seguivo opere come le interconnessioni, i cavalcavia». Non è stato facile farsi ascoltare e prendere sul serio. «Ma sono riuscita ad andare d'accordo anche con i tecnici di cantiere, che non hanno modi proprio urbani» scherza. Però è contenta di misurarsi oggi in una giunta con un alto tasso di presenza femminile. La Freda non conosceva nessuno dei compagni di squadra, con i quali è già scattata una bella collaborazione: «Lo stile della giunta? E' semplice, informale, operativo e solidale» sintetizza in quattro aggettivi.

Sono i primi giorni di impegno a tambur battente. Sabrina vede giornate lunghe, lunghissime davanti a sé, tanto che ha già parlato con gli addetti alla sorveglianza serale dell'Ivri per farsi aprire l'ufficio di viale Beverora anche la sera. Sarà necessario. L'ultimo strappo alla libertà se lo concede con il concerto cremonese di Lou Reed. Ma rischia di restare una parentesi rara. Sulla scrivania già lievitano i regolamenti che dovrà studiarsi.

Intanto Sabrina ha rotto il ghiaccio anche dell'impatto con il pubblico, ricevendo le prime visite, chi le ha proposto i mercatini di Natale, chi esposizioni a palazzo Gotico, sono arrivati i rappresentanti dell'Adoc. Ieri era in agenda un colloquio atteso con i direttori delle due associazioni principali dei commercianti, Giovanni Struzzola (Unione commercianti) e Fausto Arzani (Confesercenti).

«Vorrei avviare un progetto che poi dovremo portare avanti a denti stretti, superando le divergenze» ripete, un piano di lavoro dove sarà necessario venirsi reciprocamente incontro, spiega, e ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa. Sugli argomenti di punta, come lo storico conflitto tra grandi centri commerciali e negozi di vicinato, qual è la posizione di Freda? «Nei grandi centri non mi ci ritrovo, non mi piace far la fila. Meglio i piccoli negozi, anche per ragioni di tempo. Ma in generale penso ad un commercio che sia più al passo con i tempi». Il centro storico? «E' un centro commerciale naturale che richiede attenzione e impegno operativo». Fra i modelli positivi a cui guardare, le vicine Lodi e Cremona, dove la sera i locali sono aperti. Tenere su le saracinesche, pagare un commesso in più è un sacrificio, ma può valerne la pena.

Intrecciato con questi filoni c'è il marketing urbano e qui Sabrina ha una competenza e uno stimolo personale che le viene dall'indirizzo di studi in architettura intrapreso a suo tempo, volto alla tutela e al restauro. L'aspettano due "nodi" dietro l'angolo: piazza Sant'Antonino e Barriera Torino.

«Dopo che piazza Sant'Antonino è stata liberata dalle auto, io vedo interventi minimali. E' deleterio, a mio avviso, imprimere segni forti su un contesto così equilibrato e ricco, dove conta la percezione dei volumi storici». E la grana di Barriera Torino? «Aspettiamo il parere degli artisti chiamati ad esprimersi». Ma non ci saranno stravolgimenti o rimozioni delle ali di ferro. «Pensiamo ad interventi di adeguamento per migliorare la percezione di tutta l'area». A domanda brutale: a lei quelle rotonde piacciono? La Freda regala un sorriso e un silenzio educato. Non sa dire le bugie. «Conto molto sugli artisti, mi fido del loro occhio - glissa - per sistemare lo spazio nel suo complesso». Tutto nuovo, per Sabrina, cittadina catapultata nei labirinti della pubblica amministrazione in un 2007 per lei fiammeggiante, da segnare negli annali: assessore e presto sposata. A settembre è fissato il matrimonio con Piero, ricercatore del Politecnico di Milano alla sede di Lecco. Alle spalle c'è anche una bella famiglia, mamma Angela, papà Paolo e altri sette fratelli, di cui quattro donne, lei è la terzogenita. Per i curiosi, nella biografia della Freda c'è l'amore per la lettura e il cinema. Le è molto piaciuto "Dogville" di Lars von Trier e più di recente "Le vite degli altri" di Florian Henckel von Donnersmarck. Non è sportiva, però ama il bridge, che è pur sempre uno sport. Un anno fa nasce l'interesse politico su uno stimolo molto preciso, si parlava della fusione di Autostrade con la spagnola Abertis. Da esperta, la cosa le sembra molto poco condivisibile e si trova in perfetta sintonia con le posizioni critiche espresse dal ministro Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori. Scopre così a Piacenza «un movimento molto piccolo ma molto sano, che dà spazio alle persone che si impegnano». Comincia a frequentare riunioni e si trova, in men che non si dica, nella rosa di nomi proposta a Reggi. Un po' ci spera. L'equilibrio tra donne e uomini in giunta la favorisce, arriva la nomina.

«E' l'opportunità di fare qualcosa per la città, credo molto a questo impegno, per portare le ragioni e la visione di chi, di solito, sta fuori, nella società civile. Un cittadino pensa sempre che l'amministrazione sia una macchina lenta, che la burocrazia perda di vista gli obiettivi pratici, le esigenze di una città, si pensa che il privato sia meglio del pubblico, invece ho scoperto in questi primi giorni l'enorme lavoro che c'è nella pubblica amministrazione, la disponibilità e la qualità delle persone». Un pragmatismo che le arriva dall'Italia dei Valori. A proposito, quali sono i valori di Sabrina? Nessuna esitazione: «Coerenza e lealtà».


Scritto alle 12:11AM | Permalink | 1 Commenti [0 da approvare]

 

1 Commenti

Freda, mi piace dialogare per trovare soluzioni concrete 

 Commento la parte dell’intervista relativa al 
commercio. A parte che “non mi piace” è un vocabolo 
ambiguo, ricordo un detto  “sei vincente fino a 
quando non vai a fare la fila nei centri 
commerciali”. Ma da un assessore non mi aspettavo un 
commento da massaia. Se ci mettiamo su questo piano, 
posso dire che fare la spesa richiede tempo perché 
siamo sempre piu’esigenti . Ogni volta che devo 
andare a fare la spesa è un'impresa, perchè visito 
almeno tre posti diversi Adesso che i negozi hanno 
iniziato a vendere online, ho comprato in questo 
modo la passata di pomodoro e tante altre cosine. 
Non ci sarà piu’ nemmeno bisogno di andare a fare la 
spesa, ne nei centri commerciali ne’ nei piccoli 
negozi. Ho sentito un botto...questo è mio marito 
che si è buttato dalla finestra!
Commento di Abbatozzo Pasquina scritto il Luglio 26, 15:28


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