17 Ottobre

Veltroni vince, ma Letta segna un exploit

Per il Pd piacentino, una leadership "arcobaleno". Prenderanno parte alla costituente: Gazzolo, Magnelli, Bersani, Riva, Bergonzi, Negrati e Migliavacca (Veltroni), Reggi e Calza (Letta) e Calciati (Bindi). Dieci eletti nell'assiste nazionale, uno più del previsto.

Patrizia Soffientini da Libertà del 16 ottobre 2007

Per il Partito democratico piacentino si fa strada una leadership arcobaleno? Così pare. Nessuno esce schiacciato, tutti vincono, nessuno stravince - neppure i big - le distanze si accorciano fra componenti diverse: dalla sinistra per Veltroni, che vanta l'impennata più inattesa, all'area "istituzionale" meno esuberante del previsto, dai lettiani andati molto bene, ai bindiani, pure sopra le quote regionali. Ma i dati sono provvisori, ancora da validare da parte della commissione tecnica che si riuniva ieri sera.

Diecimila voti piacentini di città e provincia per Walter Veltroni, anzi 10.663 a voler essere precisi - sommando le performance delle due liste a sostegno - suggellano la schiacciante vittoria del sindaco di Roma sugli altri competitori alla leadership nazionale del Partito democratico. Enrico Letta - fra i due collegi locali - si prende 2.961 voti e raddoppia in città, con una fetta del 20 per cento di preferenze, la resa ottenuta a livello nazionale (e ancor di più rispetto alla media regionale). Sono 2.218 i consensi per Rosy Bindi, che si aggira sul 14 per cento, e nei nostri collegi fa meglio rispetto al resto della regione.

Assemblea nazionale In quanto agli eletti, la costellazione dei 27 "costituenti" è disegnata con chiarezza, c'è stata incertezza per Giovanna Calciati (Bindi), ma per il meccanismo dei conteggi sembra certo che si aggiunga al drappello e anzi lo accresca, diventando la 28ª unità. All'assemblea nazionale che si riunirà il 27 ottobre nella Capitale andranno dieci eletti di cui sette pro-Veltroni. Con la valigia per Roma: gli assessori provinciali Paola Gazzolo e Mario Magnelli (dell'area più a sinistra), il ministro Pier Luigi Bersani, la sindacalista Loredana Riva e Marco Bergonzi che è in quota Margherita, Mara Negrati e Maurizio Migliavacca, fra i padri fondatori del Pd, tutti per Veltroni. Gli altri costituenti sono il sindaco Roberto Reggi (per Letta) e l'assessore provinciale Patrizia Calza, e Giovanna Calciati per Bindi, salvo sorprese.

Assemblea regionale A Bologna (dove si terrà la riunione assembleare un mese dopo quella nazionale) andranno 18 eletti, di cui 13 per l'area maggioritaria di Caronna-segretario. E si tratta di Silvio Bisotti, segretario della Margherita, Giorgia Veneziani e Paolo Botti, presidente di Tempi, nonché Barbara Corso, il consigliere regionale Nino Beretta, Silvia Parmigiani e il segretario diessino Flavio Chiapponi. E per l'area di sinistra pro-Caronna "passano" la consigliera Giulia Piroli, Giuseppe Zangrandi e, con i resti da verificare, Elisa Malacalza, il sindacalista Gaetano Bonetti, Elisa Braibanti e Paolo Ridella . Per il bindiano La Forgia sono eletti i consiglierI Claudio Ferrari e Giovanna Celaschi. Infine, per la lettiana Palma Costi, semaforo verde all'assessore Anna Maria Fellegara, Giorgio Colombi e Giuseppe Oddi.

Superata l'emozione di un consenso insperato, oggi nelle sedi dei partiti sciolti dentro il Pd, si prende atto che l'antipolitica non ha contagiato i piacentini. Anzi. E sul pratico, ci si interroga come trasformare i 16.624 votanti nostrani in iscritti al Pd e come capitalizzare questo vasto consenso in vista di scelte locali. Ad oggi non si sa però se il segretario provinciale verrà eletto o se si ricorrerà a primarie. Non si fanno neppure pronostici sulle date.

Per una lettura più politica, c'è tempo. Resta il fatto che Piacenza rovescia l'ordine nazionale: dopo Veltroni c'è Letta, forte del traino del sindaco Reggi che su La Repubblica di ieri veniva già indicato come testimonial di statura nazionale del vicepresidente del consiglio. Terza Bindi, solidamente ancorata a Piacenza. C'è chi parla di un voto meno premiante delle attese verso i vertici Ds e Margherita, concentrati nella lista Democratici con Caronna, che nonostante l'appeal dei nomi di Bersani e Migliavacca non "sfonda" vista l'ascesa dell'ala sinistra, basti dire che nel collegio della provincia quest'ultima sale al 27 per cento. Tesi a cui si oppone una lettura anche diversa, vale a dire la confusione delle doppie liste per Veltroni, quella più a sinistra, favorita dalla posizione nelle schede, e quella più riformista, da qui risultati difformi anche tra piano nazionale e regionale. E comunque, la resa dei Democratici insieme alle componenti per Letta e Bindi disegna pur sempre una robusta asse riformista.

Patrizia Soffientini


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