E’ stata, davvero, la festa di tutti. Nel segno della condivisione auspicata dal Presidente della Repubblica, ma anche di una partecipazione autentica, che ha visto i cittadini – e non solo le istituzioni – protagonisti di tutte le iniziative che hanno animato le piazze e i luoghi che segnano la nostra storia. Dalle scuole alle associazioni locali, che hanno proposto e costruito insieme all’Amministrazione comunale un intenso programma di eventi, alle tante famiglie che hanno portato i loro bambini a scoprire la notte tricolore: vorrei semplicemente dire grazie a tutti coloro che hanno creduto nel valore di questa ricorrenza.
E’ stata un’emozione indimenticabile, in queste sere, vedere gremite di gente la basilica di San Francesco, la platea dei Teatini, le sale dei Musei Civici di Palazzo Farnese e della Galleria Ricci Oddi. Così come cantare, con tante altre persone e nelle sedi più svariate, un inno d’Italia intonato sempre con passione e con trasporto. Con gli stessi sentimenti conservo l’immagine dei nostri monumenti illuminati di verde, bianco e rosso, che molti tra noi hanno voluto fotografare per custodire un ricordo suggestivo e artistico di questo 150° anniversario: quelle luci hanno acceso un senso di appartenenza che è stato bello riscoprire insieme.
Credo che questa giornata ci abbia dato l’opportunità di valorizzare le qualità migliori del nostro Paese – a cominciare dalla ricchezza del patrimonio culturale – ma sia stata soprattutto l’occasione per riaffermare la consapevolezza del passato e di quale irrinunciabile conquista sia stata, per gli italiani, l’unità nazionale. L’adesione di Piacenza, ancora una volta, mi rende fiero della nostra comunità.
Ed è per questo che, nel rinnovare il mio più sincero ringraziamento alla città per i momenti speciali che abbiamo vissuto, rivolgo a tutti il mio invito per un altro, importante appuntamento che ci aspetta nei prossimi mesi: la festa che, il 10 maggio, celebrerà il ruolo storico di Piacenza Primogenita. Una data che certo rappresenta un tassello nel prezioso mosaico dell’unità del Paese, ma che per noi ha mantenuto un significato fondamentale, accompagnandoci nel tempo. In quei giorni avremo tante occasioni per ricordare, e sono certo – confidando sin d’ora in un’ampia collaborazione – che lo faremo con altrettanto entusiasmo.
Faccio, in tal senso, un ultimo appello ai piacentini: conservate le vostre bandiere tricolore, perché possano caratterizzare, come quella che è stata posta tra le mani dell’Angelo sul nostro Duomo, tutti gli eventi che costelleranno questo 2011.
Roberto Reggi
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