Si è riunita oggi, a Roma, la Consulta nazionale della Protezione Civile dell’Anci, presieduta dal sindaco di Piacenza Roberto Reggi. All’ordine del giorno, gli interventi nelle zone colpite dal sisma in Abruzzo, in una situazione di emergenza rispetto alla quale Reggi ha sottolineato "la tempestività e l’efficacia con cui ha agito il Dipartimento di Protezione Civile”, auspicando nel contempo che “qualsiasi operazione venga effettuata sotto il coordinamento delle organizzazioni preposte ad affrontare eventi calamitosi di questa portata".
La novità emersa nel corso della riunione sta nel fatto che ciascun Comune abruzzese terremotato potrà gemellarsi con un altro Comune italiano, che lo sosterrà nel percorso necessario a ripristinare la funzionalità dell’amministrazione e dei servizi pubblici essenziali: "L’idea condivisa è quella di dare vita a gemellaggi tra Comuni e territori colpiti dal sisma ha spiegato Roberto Reggi, coordinatore della Consulta - gemellaggi che non riguardano soltanto la corrispondenza tra i territori, ma anche le funzioni". In pratica uno stesso territorio terremotato potrà essere adottato da più Comuni per funzioni differenti, e tale adozione sarà gestita direttamente dalle Anci Regionali.
Durante la riunione è stata evidenziata anche la necessità di organizzare al meglio le generose offerte che arrivano sia dai Comuni, che dai cittadini e dalle associazioni di volontariato. "Al momento il dipartimento nazionale della protezione civile non è in grado di fornire il quadro preciso del fabbisogno che peraltro muta continuamente", ha precisato Reggi. Per questo motivo "ai sindaci daremo indicazione di raccogliere le disponibilità dei cittadini e delle associazioni che si stanno mobilitando, di farne un elenco ordinato, rendendosi pronti ad intervenire quando ci sarà richiesto".
Reggi, in quanto coordinatore della Consulta Anci protezione civile, ha evidenziato la necessità che si costruisca un sistema di concertazione tra governo centrale ed amministrazioni comunali. Tale coordinamento "sarà reso possibile dal contatto diretto tra Anci nazionale e sindaci locali ha annunciato ma anche dalla presenza assicurata dal dipartimento nazionale di protezione civile di un referente Anci all’interno del Dicomac" (l'organo di Coordinamento Nazionale delle strutture di Protezione Civile nell'area colpita ndr).
Altro punto su cui l’associazione si sta molto impegnando ha spiegato ancora il sindaco di Piacenza è quello della "raccolta dei nominativi dei tecnici resisi disponibili ad intervenire nei territori colpiti dal sisma". Da questo punto "soprattutto i grandi Comuni, come Roma, si sono organizzati attivando servizi navette per trasferire quotidianamente il personale sul luogo del terremoto". Inoltre, lo stesso Comune capitolino si è offerto come campo base dove potranno rivolgersi gli altri Comuni anche per le attività successive alla fase di emergenza. Mentre il sindaco di Pereto, in provincia dell’Aquila, si è detto pronto a realizzare a 25 km dal capoluogo aquilano il campo base per i tecnici oltre che per le altre attività.
La Consulta Anci per la protezione Civile tornerà a riunirsi il prossimo 23 aprile, per fare il punto della situazione e definire altri dettagli operativi dell’intervento a favore dei Comuni e delle popolazioni abruzzesi colpite dal sisma.
Reggi ha colto l’occasione, infine, per ricordare la raccolta di fondi promossa dall’Anci per dare assistenza alle Amministrazioni comunali colpite dal terremoto, attraverso l’attivazione del conto corrente denominato "Anci Emergenza Terremoto Abruzzo", le cui coordinate Iban sono: IT 56 D 03226 03203 000500074907. A questo proposito, unitamente ai colleghi Salvatore Perugini di Cosenza e Vito Santarsiero di Potenza, il primo cittadino di Piacenza aveva già lanciato l’appello ad accorpare in un’unica data il referendum e la tornata elettorale per europee e amministrative, recuperando così 460 milioni di euro che potrebbero essere destinati all’emergenza sisma.
Clicca qui per scrivere un nuovo commento a questa notizia. I commenti sono moderati.