1 Luglio

Sì unanime dei sindaci al piano idrico integrato. Reggi: "Un passo avanti importante"

L'assemblea dell'Agenzia d'Ambito ha approvato all'unanimità il piano che fissa gli investimenti, gli interventi e definisce dove prendere le risorse per ammodernare e completare la rete idrica provinciale. La soddisfazione di Roberto Reggi: "E'un piano che sarà attuato con un ragionevole grado di certezza" Leggi il suo intervento

Il Piano d’Ambito del Servizio Idrico integrato che oggi esaminiamo è un documento importante per il futuro del nostro territorio. Ci sentiamo infatti ripetere, e spesso affermiamo noi stessi, che le infrastrutture giocano un ruolo importante per le prospettive di sviluppo di un territorio, per la sua competitività. Ebbene, il documento che noi oggi ci accingiamo ad approvare pone le basi per adeguare alle esigenze attuali e future della nostra collettività una delle infrastrutture fondamentali per la qualità della vita delle persone che lo abitano e delle imprese che vi operano, forse la più importante di tutte: il sistema di approvvigionamento e distribuzione dell’acqua, e quello di raccolta e depurazione dei reflui. E’ possibile immaginare qualcosa di più fondamentale per la vita dell’acqua? Noi oggi dunque approviamo un piano la cui dimensione trascende quella settoriale, e riguarda più in generale  le prospettive di sviluppo e di crescita della nostra Provincia nei prossimi anni.

E’ un piano concreto, perché prevede interventi già sufficientemente delineati nei loro contenuti essenziali e nello stesso tempo individua le risorse necessarie per finanziarli. Quindi è un piano che sarà attuato con un ragionevole grado di certezza.

Il Piano d’Ambito che ci accingiamo a discutere prevede gli investimenti da realizzare in questo settore da qui al 2023 in buona parte per realizzare progetti strategici che cambieranno, migliorandolo, l’assetto strutturale del nostro sistema acquedottistico, delle reti fognarie, degli impianti di depurazione. Parliamo di investimenti per oltre 240 milioni di euro, dei quali oltre 100 milioni di € sono destinati ai grandi progetti strategici relativi all’acquedottistica e al sistema fognario e di depurazione, circa 60 milioni di € ad ulteriori interventi di estensione delle reti,  65 milioni di € all’attività di manutenzione straordinaria.

A  poco più di tre anni dall’avvio del servizio idrico integrato ci accingiamo così a compiere un altro passo fondamentale sulla strada della costruzione di un sistema idrico moderno ed efficace, in grado di far fronte anche in prospettiva ai bisogni del nostro territorio, consolidando ed estendendo i risultati conseguiti.

Se volgiamo lo sguardo indietro, e guardiamo alla strada percorsa da quando, alla fine del 2004, ha preso avvio la costruzione del Servizio Idrico Integrato nel nostro Ambito, ci accorgiamo dia quanta strada abbiamo fatto: unificando le gestioni (che erano 34) e gli standards erogativi, omogeneizzando i sistemi tariffari (ne avevamo 42 uno diverso dall’altro), avviando il recupero di fabbisogni manutentivi pregressi, avviando la costruzione di una adeguata conoscenza delle reti e degli impianti senza la quale non si può fare né una buona gestione né una adeguata programmazione.

In questi tre anni che sono trascorsi sono stati investiti nel servizio idrico oltre 22 milioni di €, mentre altri 8 mil. di € sono relativi ad opere ancora in corso o da avviare ma già individuate. Si tratta di somme rilevanti, che hanno consentito di far fronte ai fabbisogni più urgenti emersi, e di recuperare una piccola parte delle esigenze di manutenzione pregresse.

Il Piano che oggi presentiamo si propone di proseguire la strada già iniziata, proseguendo negli interventi finalizzati a risolvere le criticità del passato, ma nello stesso tempo mette in campo alcuni progetti strategici finalizzati a migliorare l’assetto strutturale del sistema, puntando a realizzare schemi acquedottistici sovracomunali, interconnettendo le reti e i punti di prelievo, a reperire nuove fonti di approvvigiamento di buona qualità e di adeguata quantità (tra queste si prevede di puntare in misura significativa all’utilizzo dei due invasi già esistenti), ad estendere ed adeguare  il sistema di depurazione anche per rispettare le normative più stringenti.

Gli investimenti previsti dal Piano vanno finanziati per intero dalla tariffa, per la quale il piano economico finanziario presentato prevede quindi un incremento significativo ma sostenibile. Parliamo infatti di un incremento, in termini reali, del 7,7% nel 2008, e via più basso negli anni successivi (nel periodo 2008-2012 l’incremento medio annuo è pari al 5%). In valore assoluto tutto questo si tradurrà, nel 2008, per la maggior parte degli utenti, in variazioni di spesa inferiori ai 15 € l’anno. E anche alla fine del primo quinquennio di applicazione del piano, la tariffa media a Piacenza rimarrà più bassa di quella media oggi presente in regione.

Abbiamo inoltre articolato la manovra tariffaria in modo da far pesare in misura minore gli incrementi sui consumi più bassi e in misura maggiore sui consumi più alti, per salvaguardare i consumi essenziali e per scoraggiare i consumi non fondamentali.

Nello stesso tempo abbiamo introdotto una tariffa particolare per le famiglie numerose, per evitare che le stesse siano vittima della progressività della struttura tariffaria.

Concludo con accenno ad un fatto che ritengo molto importante: è di grandissimo significato che l’approvazione di questo piano, che disegna un pezzo importante del nostro futuro, sia fatta dall’Assemblea dei Sindaci dell’ATO a conclusione di un percorso che ci ha visti lavorare insieme per cambiare radicalmente il volto del servizio idrico integrato nella nostra provincia; abbiamo posto così le basi per un futuro al riparo da quelle minacce che le precedenti condizioni di frammentazione non ci avrebbero consentito di affrontare adeguatamente.

Negli stessi anni, lavorando insieme, abbiamo cambiato e stiamo cambiando la realtà dei servizi di raccolta dei rifiuti della nostra provincia, dando concretezza a quell’obiettivo del 50% di raccolta differenziata che fino a ieri sembrava solo uno dei tanti obiettivi destinati a rimanere sulla carta, e che invece è ormai dietro l’angolo.

Ed è questa capacità di fare assieme anche le cose difficili, che prima non riuscivamo a fare, uno degli aspetti positivi dell’esperienza dell’ATO di Piacenza, che dovremo di cercare di trasferire nel nuovo assetto di competenze disegnato dalla legge regionale di riordino istituzionale approvata nei giorni scorsi dal consiglio regionale.


Scritto alle 6:27PM | Permalink | 0 Commenti [0 da approvare]

 

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