"Umanamente mi dispiace per Veltroni, è certamente una persona che vale e che mi ha sostenuto. Ma ho sempre creduto fin dalle primarie che lui non avesse le qualità politiche migliori per condurre il nuovo partito. Per questo ho fatto la battaglia per un altro candidato. Devo constatare che anche di fronte alla gestione politica di questa difficile fase, la mia convinzione si rafforza. Lasciare adesso è un errore politico, anche perchè il Pd resta senza guida ad affrontare la crisi e con le elezioni che sono dietro l'angolo. Certo, le colpe di questo epilogo non sono tutte di Veltroni, vanno divise con chi l'ha boicottato sistematicamente dentro il Pd. E' giunto veramente il momento di lasciarci alle spalle i conflitti e i dualismi infiniti che hanno percorso il partito in questi anni: per questo occorre un salto generazionale. Serve un ricambio profondo di classe dirigente, anche se la sua realizzazione non è per nulla facile. Vedo assai poca disponibilità a farsi da parte dei nostri dirigenti nazionali. E la leva del rinnovamento, dentro la quale ci sono tanti bravi amministratori locali, è spesso troppo dedita al governo degli enti locali per darsi una prospettiva politica. Resto dell'idea che Enrico Letta meriti davvero un ruolo di leadership nel Pd, per ragioni anagrafiche e per la sua capacità di dialogo con tutte le componenti della società.
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