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ASSESSORE
- Risorse umane e risorse economico-finanziarie |
Paola, una manager per il Bilancio
«Mi interessa valorizzare le idee, i talenti».
Una come Paola De Micheli, che a 13 anni dirigeva il giornalino scolastico e scriveva articoli non sull'ora di ricreazione ma su Gorbaciov, che a 17 si iscrive alla Dc, che è stata educatrice, catechista e in Azione Cattolica fino ai 20 anni, che a 23 ha fatto nascere una cooperativa agricola, che fino a ieri viaggiava sola dall'Africa alla Cina per lavoro, che ha due romanzi già scritti nel cassetto, che ha scalato il Piz Palù, ha praticato tutti gli sport e al mattino alle 6 fa jogging sul Pubblico Passeggio sotto le finestre del suo assessorato, beh... di una tipa così tosta diresti che non ha paura di niente.
Ecco una manager globalizzata, una stakanosvista, una donna che mangia pane e politica. Nel Partito Popolare, poi nella Margherita. Una che non si ferma mai e sorride molto. Tanto impegno senza rinunciare a tacchi altissimi e abiti strizzati: «so che qualcuno critica, ma a me piace esaltare la femminilità, da piccola ero piena di complessi». Nel suo autoritratto si definisce appassionata, affidabile, troppo sincera («ma parlo molto e sono un po' rompiballe, si può dire?»). E poi, pignolissima, un classico per il segno della Vergine, perfezionista. Gran lavoratrice, aggiunge chi la conosce. La controprova: anche durante la vacanzina domenicale a Marina di Massa - la prima dopo la nomina nell'esecutivo come assessore alle risorse umane e al Bilancio - in spiaggia si è portata il tomo dei conti consuntivi che dovrà discutere in consiglio comunale, per studiarselo a fondo.
«E ho scoperto che ha un'anima - dice - C'è dentro tutta la visione politica della giunta Reggi dei cinque anni passati, idee forti, un altissimo livello di progettualità». Entusiasta e giovane. Ha 33 anni e solo per un mese è più anziana della collega di giunta Katia Tarasconi. E' alla prima esperienza amministrativa, ma appartiene a una famiglia di cattolici che fan politica, per dirne una: la cugina della madre è Anna Braghieri, unico sindaco donna della città.
L'immagine molto motivata e superenergetica di Paola De Micheli tradisce in controluce la generosità, la voglia contagiosa di mettersi in gioco. La franchezza. Come quando si parla di Agridoro, la cooperativa di trasformazione del pomodoro che ha presieduto e che nel 2004 è finita in una liquidazione coatta amministrativa. Una storia che ogni tanto qualcuno tira fuori come una clava, un atto d'accusa sulla gestione. Paola sull'argomento ci ha fatto la tesi di laurea alla Cattolica (in Scienze politiche) per analizzarne il diritto e il rovescio. «Lì dentro c'è tutto, chi vuole informarsi può leggersi quelle pagine. Agridoro per cinque anni ha prodotto ricchezza, poi c'è stata una congiuntura negativa, l'arrivo massiccio del prodotto cinese». La ditta va in affanno. Paola propone un piano finanziario che non viene approvato e così lascia, un anno prima della liquidazione decisa dal Cda. «Posso aver commesso errori, ma non c'è alcun reato e non c'è stato fallimento». Respinta al mittente qualsiasi ombra sulle sue motivazioni: «Agridoro è stato il sogno della mia vita, non c'era altro per me, io vengo da una famiglia di agricoltori. Sono un'idealista che vive per i suoi valori. Ho creduto insieme ai miei amici in quella esperienza, con onestà, correttezza, per un giusto profitto». Poi le cose sono andate come sono andate.
Paola, più matura, è ripartita. E' diventata importante dirigente in Conserve Italia, senza mai abbandonare la passione civile. Non a caso voleva fare la giornalista politica, confessa.
Nella vita privata, "Demi" è legatissima alla famiglia, alla mamma Anna Maria e al suo compagno Pierluigi, alla nonna materna, alla sorella Patrizia e al fratello Matteo. «Mia madre è la persona che più ammiro al mondo, rimasta vedova a 40 anni e con tre figli da mandare all'università, è un esempio di moralità. Mi ha insegnato una cosa fondamentale: se pensi solo a te stessa non sarai mai felice».
Il far le cose insieme agli altri, il valore delle relazioni umane torna come il prezzemolo in tutta la chiacchierata: «Alla fine cosa rimane? Non il successo, lo dico ai giovani, ma le cose in cui credi, la vita spirituale, le relazioni dove hai seminato bene. Questo mi rende felice».
Single, Paola si realizza completamente nel nucleo parentale allargato agli amici, nella professione, nella militanza. Fino a ieri alternava i viaggi di lavoro («sono una vagabonda che ha alle spalle forti radici») con l'impegno nella Margherita, dove ha vissuto con sofferenza, ammette, la vicenda che ha portato al distacco di Alberto Squeri.
L'impegno si intensifica quando nasce l'Ulivo. Riprende a far politica militante e con Giovanna Palladini, oggi pure lei assessore, fonda "Incontriamoci per l'Ulivo" percorso di confronto verso un unico soggetto politico. «La militanza politica per me è un valore e credo che il Partito democratico debba nascere dalla militanza». Piacenza parte in vantaggio, ha una classe dirigente «di alta qualità con punte di eccellenza» e cita Silvio Bisotti, Francesco Cacciatore, Anna Maria Fellegara.
La convinzione politica su cui fa perno Paola è una società che sappia creare le condizioni per far crescere il talento. E vorrebbe che Piacenza diventasse una città delle opportunità per i cittadini, anche attraverso l'azione della macchina amministrativa, che va scoprendo («Sto incontrando il personale, ho parlato con i vigili urbani, i dirigenti»).
Di suo, pensa a un modello organizzativo «che si prende cura dei migliori, con una meritocrazia spinta», condividendo appieno la censura veltroniana che unisce gli evasori fiscali ai fannulloni della pubblica amministrazione.
«La porta di questo ufficio sarà sempre aperta a chi lavora in Comune, ai cittadini, e a tutti lancio questo messaggio: esprimiamoci, lavoriamo insieme, realizziamo i nostri talenti, seguiamo i sogni».
Ed ecco un altro sogno: veder più passione politica nella gente. «Soffro dell'antipolitica, dentro all'esperienza dei partiti non c'è nulla da temere, ci sono uomini, idee, progetti da mettere a disposizione della collettività». Un sentimento, dice, che sta all'origine anche del Partito democratico.
Ma oggi, per la manager, c'è soprattutto il dovere amministrativo, le deleghe pesanti. A molti farebbero venire le vertigini. Lei sapeva di essere nella rosa dei nomi papabili, però la chiamata arriva come una frustata di adrenalina. Solo un momento di silenzio, Reggi al telefono le parla di un assessorato impegnativo. «Ma andrà bene, mi ha detto». E tanto basta a Paola, che non ha paura.
giusto parliamo un po all'assessore dell'agridoro come c'è scritto nell' articoloCommento di scritto il Luglio 17, 11:02
Scusate, c'è qualcuno che può informare i sigg.ri del centrodestra che hanno perso le elezioni e la campagna elettorale è finita? GrazieCommento di Luca scritto il Luglio 17, 15:34
Già, sarebbe bello parlare con gli assessori e dei temi che saranno presto all'ordine del giorno della vita della città. Cercheremo di coinvolgerli, superata la prima fase di orientamento e assestamento. Come abbiamo avuto già modo di scrivere su questo blog, l'impegno della Redazione sarà quello di rivedere le finalità e i contenuti di questo sito. E' necessario dagli nuovi obiettivi, perché quelli della campagna elettorale sono esauriti. Per fare questo vorremmo sondare la disponibilità della nuova giunta a parteciparvi (almeno quando necessario), nei limiti imposti dagli impegni serrati che li riguardano. Ci piacerebbe anche coinvolgere i navigatori per raccolgliere le loro proposte (quindi coraggio, fatevi avanti!). Il periodo di ferie non aiuta perciò si dovranno rimandare molte cose a fine agosto-inizio settembre, perché ora è difficile reperire le persone.Commento di La Redazione scritto il Luglio 17, 16:02
Torno dalle vacanze e vado a curiosare nel RR-sito. Lo trovo sempre vispo (come lo avevo lasciato) ma vi confesso, compagnardi, che i commenti sui neo assessori mi hanno annoiata assai. Post virulenti, accuse personali che si spingono sin a censurare gli hobby.... Encomiabile l'opera degli "avvocati", impegnati a riaccreditare i "neo" screditati. Insomma: sembra di essere in una di quelle trasmissioni televisive - che non apprezzo - dove si fronteggiano due fazioni su argomenti pretestuosi e marginali. L'argomento non ha nessuna importanza: conta la disputa. A me piace l'idea di non cadere in questi tranelli. Stiamone fuori perché intanto che occupiamo il tempo a denigrare (o rivalutare) questo e quello ci lasciamo sfuggire l'occasione di confrontarci sui temi che queste personcine andranno a realizzare nella nostra città. E' vero che è stato scritto un programma elettorale e che la nuova amministrazione (il consiglio comunale su proposta della giunta) dovrà a breve trasformare il programma in "linee programmatiche di mandato", ma è altamente probabile che un'utile discussione sui contenuti possa essere coscienziosamente presa in considerazione da chi ci governerà nei prossimi cinque anni. Quindi: sotto!!! PS: nessuno è nato imparatoCommento di Ginetta scritto il Luglio 24, 00:25
E' tornata Ginetta! (non se ne poteva più dei tifosi) Ricomincerò a scrivere anch'io. P.S. Voglio uno spaccio IKEA ai magazzini di Montale! Ieri tornando dall'ikea di Corsico pensavo: possibile che un camion debba inquinare da PC a qui per portarci la roba, e i piacentini inquinare una seconda volta (e spendere) per riportarla indietro? Non esiste...Siamo alla follia Non dico un negozio con esposizione, ma almeno un ritiro merci per chi abita a Piacenza visto che la roba si trova già qui a due passi cazzarola! Si tratta di semplice buon senso. Qual'è il problema Reggi? (un'idea ce l'ho)Commento di Io scritto il Luglio 30, 18:26
GINETTAci ANCORACommento di Enrico scritto il Luglio 31, 03:20
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De Micheli, una manager per il Bilancio
Commento di hermes scritto il Luglio 17, 00:05