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ASSESSORE KATIA TARASCONI OGGETTO DELLA DELEGA: - Innovazione e informatizzazione- Servizi al cittadino - Finanziamenti europei - Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro - Pari opportunità - Tutela animali |
La più giovane (33 anni) della squadra di Reggi si occuperà di Servizi al cittadino. «Sono mamma, conosco la difficoltà di conciliare casa e lavoro»
Katia, un'americana in giunta
L'assessore Tarasconi, dalla laurea in Usa al Comune
Avete presente quei telefilm americani in cui i ragazzi escono di casa giovanissimi per andare in un'università lontana che si pagano facendo un sacco di lavoretti e che riescono a concludere con il massimo dei voti tanto da meritarsi una borsa per un prestigioso master di specializzazione? Generalmente, poi, quegli stessi ragazzi trovano un ottimo lavoro e si sposano presto, fanno figli e si impegnano per gli interessi di tutta la comunità.
Solo uno tipico stereotipo televisivo made in Usa? No, è la storia dei primi 33 anni di vita di Katia Tarasconi, uno dei nuovi assessori che Roberto Reggi ha scelto per la sua Giunta. Nata a Piacenza il 10 ottobre 1973 (è la più giovane nella squadra di governo), si occuperà di Innovazione, Servizi al cittadino, Conciliazione dei tempi vita-lavoro e Pari opportunità.
«La mia storia personale sembra davvero quella di un telefilm sui giovani americani - commenta sorridendo - ma è molto simile a quella di milioni di ragazzi statunitensi, con la differenza che io sono italiana e che ho deciso di tornare a vivere e lavorare nella mia Piacenza. Oggi sono molto orgogliosa di poter contribuire concretamente a migliorarla».
Trasferitasi a New York per motivi familiari dopo l'esame di terza media, era il 1986, la Tarasconi ha frequentato l'high school, al termine della quale ha fatto domanda di ammissione a diversi college. La scelse quello di Miami, in Florida, dove nel 1995 si è laureata in Sociologia e pubblicità e dove nel 1998 ha concluso un importante master in Comunicazione, vinto grazie a una borsa di studio che le venne assegnata dall'ateneo.
Nel frattempo, per mantenersi agli studi, ha vissuto un'intensa "carriera" come commessa in un negozio di giocattoli, cameriera in un ristorante messicano, impiegata nella libreria del campus e giornalista al quotidiano Miami Herald.
A inizio 1998, due decisioni che le rivoluzionano la vita: complice la nostalgia per la famiglia, torna in Italia (dove grazie all'alto livello del curriculum è assunta alla Irix) e in estate si sposa con Robert Dixon, il fidanzato americano conosciuto al college che per amore l'ha seguita a Piacenza e con cui ha già messo al mondo due figli, Rebecca di 6 anni e Kristopher di 3.
In tutto questo tempo, neppure un pensiero alla politica attiva.
Poi, a inizio 2007, i primi approcci degli amici che sondano la disponibilità a correre come consigliere nella civica Per Piacenza con Reggi.
«Ho detto subito di no - precisa - visti i tanti impegni familiari e professionali. Ma qualche settimana dopo sono tornati alla carica e hanno riprovato a convincermi: ho iniziato a pensarci, mi sono informata e alla fine ho deciso di presentarmi. Mi piaceva l'idea di poter rappresentare quella moltitudine di persone che ha problemi quotidiani di cui la politica spesso non si occupa: sono una donna giovane, mamma, con il marito pendolare e una preparazione internazionale che però si deve costantemente scontrare con piccoli e grandi problemi che potrebbero essere risolti con maggiore attenzione da parte di chi se ne dovrebbe occupare». L'impegno iniziale doveva limitarsi al mese e mezzo di campagna elettorale, ma si è trasformato in un prestigioso incarico per i prossimi cinque anni.
«Al primo turno - spiega - ho ottenuto 105 preferenze, un risultato inaspettato che mi rendeva già molto soddisfatta. Dopo la vittoria di Roberto Reggi leggevo il mio nome come possibile assessore, ma non ci davo peso, anche perchè ero e sono completamente fuori dai giochi politici». E invece è arrivata la nomina, tra l'altro appresa in modo un po' singolare.
«La mattina del venerdì in cui il sindaco doveva presentare la Giunta mi arriva una telefonata dalla sua segretaria, che mi chiede una serie di dati personali. A un certo punto, incuriosita, le chiedo a che cosa le servissero e mi sento dire che deve compilare la scheda dei nuovi assessori. E io che c'entro?, domando. Sei stata scelta, mi risponde. Dopo lo spiazzamento iniziale ho fatto un paio di telefonate e con mia grande gioia ho appreso che non si trattava di uno scherzo».
Come assessore ha gia "assaggiato" il clima del consiglio comunale e quello della giunta: quali impressioni? «Molto positive. Il confronto con gli altri consiglieri, che rappresentano tutta Piacenza, mi incuriosisce e mi stimola molto. Ho già messo in conto anche le polemiche e gli attacchi, magari anche gratuiti, che mi potranno essere rivolti: sarà un altro modo per imparare qualcosa di nuovo. La giunta è composta di persone preparate e ricche di voglia di fare, a partire da Reggi, che mi ha fatto un'impressione ottima: ha le idee molto chiare, sa ascoltare gli altri e sono certa migliorerà ancora parecchio la nostra città. Ho un'ammirazione particolare anche per Anna Maria Fellegara, un esempio per molte donne. Io supplirò alla mancanza esperienza con l'impegno e la dedizione al lavoro». Che si annuncia molto intenso, anche fisicamente.
«Le mie deleghe mi impongono di muovermi tra tre strutture (Piazza Cavalli, Palazzo Olivetti sul Pubblico Passeggio e viale Beverora) e non è propriamente comodo. Credo che si possa studiare il modo di accorparle, anche per rendere più agevole e tempestiva la comunicazione tra gli uffici, che mi sembrano composti da impiegati seri e in gamba». Uno spot per il palazzo unico voluto da Reggi? «No, una semplice constatazione. Mi piacerebbe portare un po' dell'organizzazione che ho imparato negli Usa, le mie deleghe mi consentiranno di rendere migliori le risposte del Comune ai cittadini. Il settore di intervento è ampio, devo ancora capire bene dove e come mettere le mani, ma ho già le maniche rimboccate per migliorare la qualità della vita di tutti i piacentini e garantire un'effettiva parità di opportunità tra uomini e donne». Tra l'altro la conciliazione casa-lavoro è un argomento molto sentito da una donna-manager come lei.
«Quando ho visto la delega ho subito pensato che potrò testare sulla mia pelle cosa va bene e cosa no. L'impegno delle mamme che lavorano, ma anche di quelle che semplicemente si occupano della casa, è molto sottovalutato, è indispensabile fare in modo che i due aspetti possano convivere meglio. Ma per quanto mi riguarda - conclude - i miei figli continueranno a rappresentare la priorità assoluta. La sera della presentazione dalla Giunta sono tornata a casa e sul frigorifero ho trovato appeso un biglietto su cui avevano scritto "bentornata assessore", ma hanno già giustamente manifestato qualche preoccupazione. Io li ho rassicurati, per loro avrò sempre tempo».
Siamo (anzi siete visto che lavoro a Piacenza ma ho la residenza a Rivergaro) una città di circa 100.000 abitanti. Considerato il numero dei candidati alle ultime consultazioni se tutti quelli che hanno un legame di parentela con qualcuno non si possono candidare o non possono ricoprire incarichi di governo per il 2012 dovremo pensare ad "importare" un po' di calabresi, qualche veneto, qualche sardo e perchè no qualche vicino d'oltralpe o di oltre oceano (sempre che possano candidarsi). Siete ridicoli. Speriamo sia colpa del caldo. Buon lavoro KatiaCommento di Antonio Silva scritto il Luglio 19, 19:56
P.S. per Giampiero: "lassalè" !!!Commento di Antonio Silva scritto il Luglio 19, 19:57
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Tarasconi, dagli Usa al Comune di Piacenza
Commento di Ale scritto il Luglio 11, 21:06