Fusione Enìa Iride, Reggi replica a Cofferati
Ieri è arrivato l'ok dei consigli di amministrazione di Enìa e Iride al processo di aggregazione. Il sindaco Reggi risponde alle dichiarazioni del collega bolognese Sergio Cofferati sull'esclusione di Hera
A fronte delle dichiarazioni del sindaco di Bologna Sergio Cofferati, relative all’aggregazione tra Enìa e Iride e al mancato accordo con Hera, il sindaco di Piacenza Roberto Reggi definisce la presa di posizione del collega emiliano “ingenerosa e inutilmente offensiva, anche e soprattutto nei confronti degli azionisti di Enìa, i quali, in ogni fase della trattativa, sono stati tenuti al corrente dell’evolversi della situazione. Il motivo per cui i contenuti dell’accordo non sono stati divulgati è dovuto al rispetto nei confronti dell’autonomia del Cda, che si è riunito per le necessarie deliberazioni”. “Se il raggiungimento di un’intesa tra le tre aziende non si è realizzato – prosegue il primo cittadino di Piacenza – la causa non può certo essere imputata a Enìa: meglio farebbe Cofferati a rivolgersi ai dirigenti di Hera, per comprenderne le ragioni e le responsabilità. Fermo restando che il conseguimento di un accordo futuro è ancora possibile e auspicabile, credo sia fondamentale sottolineare che Enìa è una realtà territoriale importante e rappresentativa di tre città, Piacenza, Parma e Reggio Emilia, che incarnano una grande area dell’Emilia occidentale”. “A questo proposito – rimarca Reggi – Enìa ha scelto di condividere la proposta che più valorizzava la società, l’autonomia del territorio e, in definitiva, la qualità dei servizi al cittadino”. Cofferati aveva sostenuto che in un eventuale accordo a due con Enia (Reggio Emilia, Parma e Piacenza) la sede legale sarebbe stata a Reggio Emilia. "In ogni caso al consiglio di amministrazione di Enia: "Dovranno spiegare e dimostrare che l'accordo fatto con Genova e Torino è più vantaggioso di quello che avevano sostanzialmente concordato con Hera". Cofferati ha poi ribadito che l'accordo a tre (Hera, Iride ed Enia) era possibile poichi l'unico punto di disaccordo era quello relativo "alla struttura organizzativa".