Oggi fare l’amministratore locale del Partito Democratico non è di certo un mestiere fortunato. Dobbiamo far fronte ogni giorno al calo delle risorse finanziarie disposto da un governo che non ci è “amico”, e al taglio progressivo dei trasferimenti destinati agli enti locali. Scontiamo ancora la debolezza del nostro partito e della sua organizzazione, che di fatto “scarica” la conflittualità politica all’interno degli organi amministrativi, come i consigli comunali. E pure constatiamo con rammarico una certa timidezza nel difendere la nostra integrità morale di amministratori, sempre più spesso messa sotto attacco.
Non ci interessa soltanto sollecitare il governo. Quello siamo costretti a farlo tutti i giorni, chiamati ad affrontare la pervicacia con la quale questo esecutivo ostacola la nostra azione amministrativa.
Vogliamo concentrarci sul tema del rapporto tra il Partito Democratico e i suoi amministratori. Dopo l’assemblea nazionale del 7 febbraio scorso a Bologna, vediamo nella decisione di istituire la consulta permanente degli amministratori locali del Pd il primo passo per aprire una fase nuova. E’ una scelta che accoglie una precisa richiesta, avanzata da un gruppo di sindaci e che ha raccolto tantissime adesioni da tutta Italia.
Noi amministratori partiamo dalla consapevolezza che per la costruzione di un forza politica nuova, per conferirle un preciso profilo programmatico, occorra tempo. Servono quei luoghi del confronto, che certamente sono mancati, e una discussione aperta assai meno incentrata sulle regole, e assai di più sui contenuti.
In questo quadro, non è un caso che si avverta ancora troppo la carenza di una linea unitaria sulle questioni realmente cruciali per il paese: quelle di politica economica, il rapporto con il sindacato, la forma partito, lo stesso tema del federalismo.
Noi sindaci e amministratori ci siamo sentiti troppo spesso orfani di un reale supporto politico nel merito e nel metodo, nonostante l’impegno prezioso ma ancora troppo isolato di alcuni parlamentari e del responsabile nazionale degli enti locali Paolo Fontanelli. Il Partito Democratico non ha ancora compreso a pieno che i propri amministratori locali costituiscono un patrimonio politico imprescindibile. Sono una leva fondamentale dell’azione di opposizione a questo governo su temi come l’imposizione fiscale, le politiche economiche schizofreniche di Tremonti, la questione del federalismo e quella della sicurezza. A meno che non si voglia lasciare la rappresentanza delle nostre istanze soltanto alle, pur puntuali e apprezzabili, azioni di organizzazioni come l’Anci, e il campo aperto alle distorsioni politiche di una forza come la Lega Nord.
E’ mancata in questi mesi una valorizzazione adeguata delle amministrazioni virtuose e talvolta è triste constatarlo pure la difesa di quello che è sempre stato uno dei punti di forza della nostra azione sul territorio, l’onestà e l’integrità morale.
Su un tema sensibile come la sicurezza, nessuno meglio degli amministratori locali è in grado di disegnare politiche equilibrate ed efficaci. Siamo abituati a confrontarci coi cittadini su questi problemi tutti giorni: se fossimo stati davvero coinvolti saremmo riusciti a contrastare assai meglio la deriva che questo governo ha impresso alle norme sulla sicurezza. Anche sul federalismo, altro tema che ci appartiene naturalmente, il nostro coinvolgimento è stato insufficiente: non ci è stata inviata neppure per conoscenza la proposta di legge in materia, che il partito ha presentato in Senato.
Fin da ottobre siamo stati propositivi, lanciando l’idea concreta di affiancare agli organismi nazionali del partito una consulta permanente degli amministratori locali: il luogo ideale per far confluire la nostra esperienza. Oggi che il risultato dell’istituzione della consulta è stato acquisito e che auspichiamo venga avviato al più presto, ci impegneremo per farne uno strumento vivo e vitale, capace di dare un contributo importante per il consolidamento e la crescita del Pd, in cui crediamo ancora fortemente.
E’ proprio il nostro lavoro quotidiano di amministratori che ci insegna a perseguire gli obiettivi con tenacia senza mai demordere, per questo non smetteremo di incalzare i vertici del Partito Democratico perche' ci coinvolgano davvero e non ci lascino soli.
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