12 Agosto

Reggi replica a Botti: "Noi amministratori sottoposti a controlli rigidi. Lui danneggia il Pd"

Prosegue la querelle politica nata dalle indagini giudiziarie che vedono implicato l'ex segretario provinciale del Pd di Piacenza Paolo Botti, quando era alla guida della società del trasporto pubblico locale Tempi. La risposta del sindaco Roberto Reggi: "Gli amministratori non hanno carte di credito. Fece male al Pd quando si volle candidare alle regionali".

Prosegue la querelle politica nata dalle indagini giudiziarie che vedono implicato l'ex segretario provinciale del Pd di Piacenza Paolo Botti, quando era alla guida della società del trasporto pubblico locale Tempi. A quest'ultimo, che aveva sollevato il tema delle spese per viaggi e di rappresentanza degli amministratori, risponde il sindaco Roberto Reggi: "Noi sottoposti a controlli rigidi e non abbiamo carte di credito. Lui fece male al Pd quando si volle candidare alle regionali".

"Botti non sa che sindaci e assessori - ha affermato il primo cittadino - sono soggetti a controlli rigidi per quanto riguarda le spese di rappresentanza e non detengono carte di credito. Se le sue parole riguardo ai viaggi di amministratori locali si riferiscono alla partecipazione alla convention di Londra da parte di un gruppo di componenti della giunta del Comune di Piacenza, invitati dagli emigrati piacentini, posso dire è assolutamente verificabile come le spese siano state sostenute a carico nostro e non c'è stato l'esborso di un solo euro di denaro pubblico. Oggi i sindaci hanno a che fare con ben altri problemi delle spese di rappresentanza".

"Il mio giudizio su Botti è politico - ha proseguito Reggi - e ritengo che lui abbia fatto molto male all'immagine del Partito Democratico ed in particolare reputo grave la sua volontà di candidarsi alle passate elezioni regionali quando ben sapeva di essere oggetto di un'indagine giudiziaria, quella relativa al conto corrente dei metalmeccanici. Per questo abbiamo candidato un'altra persona che per fortuna è stata eletta: pensate cosa sarebbe successo se Botti si trovasse ad occupare oggi lo scranno di consigliere regionale". "Il signor Botti - ha continuato Reggi - non è nelle condizioni di dare lezioni di etica a nessuno, nè tanto meno agli amministratori del Pd. Penso che la vicenda di Tempi e l'indagine per il reato di peculato sia marginale rispetto all'altra inchiesta giudiziaria sul sindacato, ben più grave. Non rinnego il fatto che in questi anni Tempi sia stata ben amministrata, con un contenimento dei costi. Ma questa realtà non ha a che vedere con quella gestione delle carte di credito aziendali, di cui i diretti interessati risponderanno alla magistratura". Infine Reggi ha manifestato pieno appoggio alle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi dal segretario del Pd Vittorio Silva: "Sono state parole utili e corrette che interpretano i sentimenti degli elettori del Pd. Se Botti continuerà a lanciare accuse generiche agli amministratori democratici, occorrerà valutare quali azioni intraprendere a livello di partito".
 


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