11 Maggio

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?

La risposta è il candidato del centrodestra, Dario Squeri. Lo si è visto durante il confronto televisivo fra gli aspiranti sindaci, andato in onda ieri sera su Telelibertà. Squeri non è stato in grado di rispondere con cognizione di dati alla domanda formulatagli da Reggi: quanto costa un bambino inserito in un asilo nido al Comune? E poi promette gli asili gratis...

Ecco il resoconto del dibattito, tratto da Libertà:


A Telelibertà il dibattito tra i sette candidati a sindaco. È polemica sulla copertura finanziaria dei servizi propagandati
Duello sulle promesse elettorali
Squeri: ho la ricetta. Reggi: vendi fumo e cose già esistenti

Quasi un'ora e mezza di dibattito in cui sono stati toccati vari argomenti, dallo sviluppo economico alle politiche giovanili, dalle aree militari alle attività commerciali. Un confronto serrato, sviluppatosi per lo più placidamente; e però a tratti serrato, nervoso e spigoloso. Specie tra i portacolori dei due principali schieramenti, Dario Squeri (centrodestra) e Roberto Reggi (centrosinistra) che non se le sono mandate a dire in un paio di passaggi su alcuni punti cruciali.
Così la tribuna elettorale andata in onda ieri sera su Telelibertà. Non la prima con il parterre al completo dei sette candidati a sindaco, Reggi, Squeri, e poi Cristiano Conti (Dc), Pino De Rosa (Fiamma tricolore-Fronte d'azione), Maurizio Sesenna (Esistenza civile), Gianni D'Amo (Cittacomune, Alleanza per Piacenza), Rosarita Mannina (Partecipa Piacenza). Ma il precedente di due settimane fa era stato poco più di una presentazione dei sette; ieri invece, a due settimane circa dal voto, si è cominciato a entrare davvero nel vivo delle questioni, con il conduttore, Giovanni Palisto, che ha cercato di far uscire i candidati dalla logica un po' artificiale degli slogan elettorali stimolando un contraddittorio più schietto e appassionato.
attività economiche, affondo di SqueriLa prima scintilla tra Squeri e Reggi si è accesa sullo sviluppo economico, quando il primo è partito all'attacco dell'amministrazione uscente addebitandole di avere lasciato da soli gli operatori artigiani e commerciali, calcando la mano con le tasse. «Non è vero», ha reagito il sindaco chiedendo a Squeri di fornire «dati, per favore», altrimenti, ha annotato, ci si basa solamente «sulle impressioni». «Se invece di stare nel "Palazzo" tu ascoltassi le associazioni di categoria come facciamo noi, lo capiresti, vuol dire che non le frequenti, che sei arroccato su posizioni di chiusura», è stata l'affilata replica di Squeri secondo il quale occorre favorire di più la piccola e media impresa, il piccolo commercio, «invece qui non si è attivato niente, le nostre valenze culturali non sono mai entrate in nessun circuito nazionale e internazionale, tutto questo va ripensato in una logica di qualità e di insieme».
Convegni e incarichi nel mirino«Meglio di Riccardo Muti come circuito internazionale e come qualità non so che cosa ci possa essere», ha provato a inserirsi Reggi rivendicando l'acquisizione a Piacenza, con tutto l'indotto che può significare, del grande maestro che qui da noi ha tenuto a battesimo l'orchestra giovanile Cherubini. Il candidato del centrodestra, iperturbabile, ha parato il colpo («La qualità di una città non la fa soltanto Muti, la fanno i cittadini che pagano le tasse») e ha continuato nell'attacco prendendo di mira le «spese di miliardi per convegni inutili e autoreferenziali».
Ancora il sindaco a ribellarsi («È una bugia») e a richiamare l'avversario a esempi precisi («Dimmi a quali capitoli del bilancio comunale ti riferisci, non abbiamo speso miliardi da nessuna parte»). E Squeri di rimando: «Sono 1,7 miliardi di lire, parlo di "Vision 2020", della "Fabbrica della felicità", delle "Madri della Terra", del convegno "La mia bici"; è stata tutta un'autocelebrazione, quei soldi si dovevano spendere in incentivi economici e sociail».
promesse e copertura finanziariaMa la polemica tra i due è poco avanti che ha vissuto il suo momento più acuminato, quando Squeri ha dato conto di come intende trovare copertura finanziaria ai tanti impegni elettorali, dalla riduzione dell'Ici migliorando i servizi agli asili gratis, dal micro-credito alle famiglie bisognose al bonus-spesa mensile di 100 euro per i pensionati al minimo. Ci vuole «spirito imprenditoriale e far girare un po' la fantasia», ha esortato, per trovare adeguate risorse non occorre affidarsi alla leva fiscale, bensì «incidere sulla spesa corrente, riqualificarla». Nel mirino di nuovo la spesa corrente (dal 2002 «si è solo gonfiata») e in particolare «le spese per convegnistica fine a sé stessa», «circa 2 miliardi di vecchie lire» nei cinque anni di giunta di centrosinistra, le ha quantificate il candidato del centrodestra, sommate a un analogo importo «per incarichi professionali esterni» si arriva a 2 milioni di euro.
la ricetta del centrodestraCi sono poi le sponsorizzazioni ricevute dalla Fondazione, da Enìa e di provenienza varia, in totale altri «500mila euro». Ma l'elenco si allunga con la messa in vendita sia dei beni del Comune giudicati «non strategici» (Squeri ha indicato il palazzo ex Olivetti sul Facsal, l'ex Eca di via Verdi, significa «diversi milioni di euro» in più) sia delle case popolari, cederle cioè agli inquilini attraverso un meccanismo di capitalizzazione degli affitti per 15 anni. Con gli introiti frutto di quest'ultima operazione il candidato del centrodestra conta di rinegoziare gli esosi tassi sui muti ereditati dal passati così da abbattere gli interessi passivi. Morale: secondo Squeri ce n'è abbastanza per «portare a casa» le risorse necessarie per «rilanciare» tanto gli investimenti pubblici quanto le politiche sociali.
Reggi attacca: «scopri l'acqua calda»Reggi, trattenutosi a fatica durante l'intervento del rivale, ha sbottato quando è venuto il suo turno: roba da «viva la mamma» le teorie di Squeri, «sono l'a-b-c dell'amministrazione», cose «dipinte come nuove, ma che già esistono». Il bonus ai pensionati bisognosi? «Sono già seguiti dal Comune e hanno più di 100 euro ciascuno», ha spiegato, mentre «le famiglie che non arrivano alla fine del mese hanno già, nel momento in cui presentano il reddito al Comune di Piacenza in via Taverna 39, un'integrazione ad esempio per il pagamento delle bollette o dell'affitto, anche qui ben oltre i 100 euro».
I piacentini e "l'anello al naso"Lo stesso dicasi per la vendita delle case popolari agli inquilini: avviene già, da anni su impulso della Regione, ha annotato il sindaco trovando il conforto della Mannina. «Il problema», ha rinfacciato a Squeri, «è che i bilanci li stai guardando solo adesso e mi sorprende che queste cose non le sai dopo essere stato per nove anni presidente della Provincia; come puoi pensare che i piacentini hanno l'anello al naso».
Il sindaco sfida il rivale sui datiAncora al contrattacco, Reggi, sulle spese correnti: «Sperperi? Una bugia colossale, il convegno delle "Fabbriche della felicità" lo hanno pagato tutto gli sponsor privati. Un milione di euro in convegni in cinque anni? Mi si portino le cifre di bilancio». Ma se anche fossero quelle indicate da Squeri, ha considerato il sindaco ragionando «per assurdo», e cioè 2,5 milioni di euro nell'intero mandato mettendo insieme convegni, incarichi esterni e sponsorizzazioni, «significherebbe 500mila euro all'anno», e con quella cifra il candidato del centrodestra «non ci paga neanche gli asili gratis che ha promesso». Costa 1,3 milioni di euro all'anno quel servizio, ha informato Reggi sfidando Squeri sulla conoscenza dei dati: «Sono 650 i bambini negil asili nido. Dimmi quanto costa ognuno di loro all'amministrazione pubblica. Non lo sai? Costa 8mila euro all'anno, 2mila dei quali il Comune li ricava dalle famiglie (il costo della retta, ndr), mentre 6mila li versa dalle sue casse. Se si rinuncia a quei 2mila euro, moltiplicati per 650 bambini, vuol dire che occorrono 1,3 milioni di euro».
Morale del sindaco: «I nostri concittadini non meritano di essere trattati così, di essere presi per il sedere con la promessa di proposte irrealizzabili a meno che non sia qualcun altro a pagarle, magari con la tassazione generale».
Gustavo Roccella


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12 Commenti

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

E' tutto vero!
ho visto il dibattito con uno Squeri in grave
difficoltà che non sapeva neppure quanto costa la sua
promessa elettorale. Sconvolgente!
Commento di Elena scritto il Maggio 11, 15:52

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

Secondo me dare gli "asili gratis" si potrebbero fare 
risparmiando gli opuscoli mandati a casa della gente 
(si dice stimabili in circa 110 mila euro) sommati ai 
manifesti che per anni hanno promosso le attività del 
sindaco (circa 180 mila euro)...

...ma tanto non mi lascerete la libertà di esprimere 
questo concetto...
Commento di Angelo Scotti scritto il Maggio 11, 16:33

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

 CARO ROBERTO, IERI SERA SEI STATO ESALTANTE, A PARTE 
IL MICIDIALE E PRECISO INCALZARE, ANCHE PER IL TONO 
FRANCO DECISO. E' DESOLANTE CHE UNA FORZA POLITICA 
COME F.I. DELEGHI A FARE IL SINDACO A PERSONAGGI 
SPREMUTI CHE NON HANNO PIù NIENTE DA OFFRIRE,ALMENO 
IN POLITICA. VAI CHE IL 56% da me pronosticato si 
verificherà! ciao  sandro
Commento di scritto il Maggio 11, 17:05

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

 Qualcuno sa spiegarmi perchè il figlio di un 
direttore di banca dovrebbe avere il nido gratis?
Ci sono ancora liste d'attesa, anche se 
significativamente ridotte in questi ultimi 5 anni.
Bisogna creare più posti non darli gratis.
Se spendiamo per darli gratis non avremo mai nidi per 
tutti.
Ciao.
Commento di Stefano scritto il Maggio 11, 17:36

Risposta ad Angelo Scotti: Chi promette asili gratis 

Gentile Angelo Scotti,
come vede le lasciamo la piena libertà di esprimersi.
Tuttavia dobbiamo informarla che le spese cui lei fa
riferimento sono in parte inesistenti e in parte falsate.

- I manifesti che negli anni hanno informato i
cittadini sui lavori in corso a Piacenza NON sono
costati 180mila euro, ma sono stati INTERAMENTE PAGATI
DA SPONSOR PRIVATI (quindi con nessun costo per i
cittadini!).

- L'opuscolo informativo dell'attività
dell'amministrazione, vale a dire il Bilancio di fine
mandato, è un documento di trasparenza amministrativa
per rendicontare alla cittadinanza i risultati
dell’azione amministrativa e ormai viene prodotto
dalla maggior parte delle amministrazioni.
In ogni caso, NON è affatto costato 110mila euro bensì
59mila euro (iva compresa) comprensive di
progettazione, stampa e distribuzione (50mila copie).
Il dato è verificabile dagli atti, che sono pubblici.

La spesa che il Comune dovrebbe sostenere per rendere
gratuiti gli asili per tutti (quindi anche per le
fasce di reddito medie e alte) è pari a 1 milione e
300mila euro all'anno che vuol dire 6milioni e 500mila
euro in cinque anni.

Può darsi che lei rimanga convinto che per
un'amministrazione non sia legittimo informare i
cittadini sul proprio operato, ci teniamo tuttavia a
metterla in guardia da chi fa la propria campagna
elettorale diffondendo dati falsi (e quindi
indimostrati!) sulle spese dell'amministrazione uscente.

Le auguriamo una buona giornata,
la Redazione
Commento di La Redazione scritto il Maggio 11, 17:50

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

Si vede l'Onestà di Reggi che parla basandosi su dati 
reali e non su sempilici idee improvvisate chissà 
quando... Io non ho seguito il dibattito ma leggendo 
l'articolo trovo conferma di quello che già in parte 
sapevo e di ciò che spesso scrivo in risposta a 
provocazioni sul forum di www.piacenzainternet.it
Squeri non sa su cosa attaccarsi e l'unico obbiettivo 
è quello di denigrare chi invece ha fatto, e tanto 
per tutti noi. Un'altra ideona è quella del treno dei 
piacentini, speriamo non sia lui a guidarlo.
FORZA REGGI !!!
Commento di Marco scritto il Maggio 11, 17:53

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

 Ho visto il dibattito e il nostro Sindaco ancora 
una volta ha dimostrato di essere competente, 
preciso e serio. Dall'altra parte ho visto solo 
sparate demagogiche (asili nidi gratis, treni solo 
per i piacentini...) molto berlusconiane, ma con 
un'aggravante: Berlusconi può sembrare, 
paradossalmente,  più credibile, non credibile è chi 
per nove anni (non pochi..) da presidente della 
provincia e aihmè coordinatore dell'Ulivo  ha 
criticato questo modo di far politica....
il 27 - 28 maggio confermiamo Reggi già al primo 
turno!!!
Commento di Toni scritto il Maggio 11, 18:12

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

Bello l'articolo di Roccella. Soprattutto davvero 
imparziale, con la chiusura finale del pezzo con il 
virgolettato di Roberto Reggi. Idem per il servizio 
montato da Telelibertà al Tgl come "lancio" del 
dibattito il giorno prima. L'ultima parola lasciata 
sempre al sindaco uscente senza dritto di replica di 
Squeri. Ottima imparzialità del principale organo di 
informazione di Piacenza. Complimenti. :-/
Commento di Filippo Tramelli scritto il Maggio 13, 00:34

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

La replica al sindaco veniva lasciata solo per le
domande che riguardavano anche quello che c'era/era
stato fatto a Piacenza (è stato pure esplicitato). Se
non fosse stato così il dibattito sarebbe stato un uno
contro tutti, con "l'uno" senza diritto di replica.
Era corretto che il Sindaco uscente avesse il diritto
di dire la sua.

Guardate che io non sono certo uno "di sinistra".
Ma francamente Squeri è uscito a pezzi dal dibattito.
Uno che non sa cosa costa la sua prima promessa
elettorale non è credibile. Per niente. Sparava solo
ritornelli precotti e demagogici.
Gli unici candidati che, al di là delle opinioni
personali, sono sembrati competenti e ascoltabili sono
stati Reggi, D'Amo e la Mannina.

Quanto all'articolo di Roccella, ha ben descritto la
serata. Non poteva certo chiudere con Dario Squeri: il
candidato del centrodestra se ne è andato dal
dibattito prima della fine - forse per un comizio, ma
di certo in visibile imbrazzo per la figuraccia degli
asili.
Commento di Marcello P. scritto il Maggio 13, 03:22

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

 Prima del confronto televisivo avevo qualche 
preoccupazione, adesso sono convinta che, nonostante 
tutto, questa città non  merita di essere governata 
da un berluschino ipocrita, alleato dei fascisti e 
anche incompetente.
Forza Roberto!
Se non sarà il 56%, ci accontenteremo del 54 (non di 
meno però)
Commento di mariuccia scritto il Maggio 14, 14:58

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

 Non dimentichiamoci che tra le altre promesse c'è 
pure quella di diminuire le multe!ma cosa vuol dire???
che ci sarà più possibilità di trasgredire???
da una parte ci sono i camerati fascisti e leghisti 
che chiedono sicurezza e vogliono "armare" i vigili 
con i manganelli e dall'altra si inneggia alla 
libertà di infrangere la legge!!!!
...sbaglio o nn si sa più cosa dire??? 
Vorremo mica davvero che vinca uno così????...con 
Trafalgar Squeri saremmo davvero a posto...!!!
Commento di Federico Sichel scritto il Maggio 15, 18:38

Chi promette asili gratis e poi non sa quanto costa al Comune un bambino in un nido?  

Fascisti, dovevamo aspettarcelo, sempre la solita 
storia o una parte di essa, del resto per uscire a 
salvarsi sempre in corner si va sempre a parare da 
quella parte...parlare solo di programma non vi piace 
proprio...meno male che ci siete voi a mandare avanti 
la legalità, siete voi i paladini della libertà. 
Nessun problema, raccontatevela tra di voi ma 
lasciate stare gl altri.
Commento di Alessandro scritto il Maggio 18, 13:03


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