17 Maggio

Il primo passo concreto per l'acquisizione delle aree militari

Presentata dal sindaco Roberto Reggi la richiesta di accordo di programma con il Demanio che riguarda 18 beni all'interno della città


Articolo tratto da Libertà

È partita la volata finale per portare sotto il controllo del Comune il destino del milione di metri quadri di aree e i numerosi immobili militari cittadini che l'Agenzia del Demanio, in accordo con il ministero della Difesa, ha deciso di valorizzare tramite vendita o concessione pluriennale.
La partita coinvolge in totale 18 beni ed è di importanza fondamentale per il futuro ambientale, urbanistico e viabilistico di Piacenza.
Il sindaco Roberto Reggi e l'assessore Francesco Cacciatore hanno presentato la richiesta di accordo di programma che è stata avanzata ieri mattina al Demanio e che con tutta probabilità, visto che il contenuto è frutto di mesi di confronti, sarà approvata entro il 30 giugno, termine ultimo fissato dalla Finanziaria.
«In sostanza - spiega Reggi - il Comune si propone di essere il regista unico dell'operazione complessiva, il supervisore che affiderà a un architetto di fama mondiale, tramite un concorso internazionale, il compito di dare un volto nuovo alla città tenendo conto di tutti e 18 i beni che noi avremo a disposizione. Ogni singolo progetto, potrà poi avere tempi e modi di realizzazione differenti, ma dovrà tenere conto delle linee guida fornite dall'Amministrazione. È quello per cui abbiamo lavorato con impegno e fatica per tutto il mandato: rendere armonici tutti gli interventi, inquadrati in un disegno d'insieme comandato dal Comune. I tempi di realizzazione non sono preventivabili, ma è importantissimo far partire il processo».
Due le strade che saranno seguite per entrare in possesso dei beni. La prima, che riguarda soprattutto alcuni insediamenti del ministero della Difesa ancora attivi a Piacenza, è quella della permuta: al Demanio sarà fornito uno spazio in periferia in cui far sorgere il nuovo Polo militare industriale che riunisca Polo di mantenimento pesante nord (comprensivo di ex ospedale militare), Laboratorio Pontieri e Macra in cambio della cessione delle aree attualmente occupate da questi stabilimenti, a cui si aggiungono, ad esempio, l'ex Pertite e le caserme Artale e Nicolai. Un'operazione da circa 250 milioni di euro che secondo Reggi «deve anche fornire le massime garanzie occupazionali a quei lavoratori che saranno riuniti nella nuova struttura unica di Le Mose».
C'è poi l'opportunità delle concessioni fino a 50 anni: sono diverse le caserme e gli immobili (tra cui il bastione di porta Borghetto) che la Difesa ha trasferito al Demanio affinchè vengano temporaneamente cedute, dietro il pagamento di un canone, per essere valorizzate. «Anzichè affidare il loro recupero a tante iniziative private - chiarisce Cacciatore - le abbiamo ricomprese nell'accordo di programma, in modo che facciano parte del piano di riorganizzazione complessivo. È ovvio che le varie ristrutturazioni saranno indipendenti e progressive, ma tutti i bandi verranno emessi dal Comune in conformità con quanto previsto dal disegno complessivo, fatto nell'interesse della città intera». Impossibile, per il momento, dire quali strutture saranno oggetto di concessione: la Finanziaria prevede per il Comune un corrispettivo pari a parte del valore aggiunto dato agli immobili (quasi tutti fatiscenti) ricevuti in concessione. Non è escluso quindi che la "ricompensa" sia costituita proprio da uno o più di questi.
Michele Rancati


Scritto alle 1:53PM | Permalink | 1 Commenti [0 da approvare]

 

1 Commenti

Il primo passo concreto per lacquisizione delle aree militari 

Vorrei avere maggiori informazioni in merito al tipo di 
intervento che si vorrebbe effettuare nelle suddette aree.
A mio giudizio l'unica cosa veramente utile per tutta la città, 
sarebbe quella di mantenere tutte le aree verdi, compreso il 
tanto discusso Parco della Galleana, nel loro attuale stato, 
con semplici opere di manutenzione per una migliore 
fruibilità. Gli interventi  di “riqualificazione” sono spesso 
troppo invasivi. I parchi naturali, nella loro magnificienza e 
nella loro semplicità, hanno in se tutte le risorse 
“architettoniche” per presentarsi come le migliori tra tutte le 
opere d'arte urbanistica.
saluti
Commento di FRANCESCO REBECCHI scritto il Maggio 18, 17:24


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