“Il tentativo del presidente Chiamparino di ‘limitare i danni’ nella trattativa con il governo è stato visto da alcuni come una accondiscendenza. Personalmente, avendo vissuto tutti passaggi dall’interno, credo che stia gestendo le cose con grande equilibrio e saggezza”. E’ quanto afferma Roberto Reggi vicepresidente e sindaco di Piacenza, in merito alla notizia secondo cui alcuni sindaci del Pd avrebbero mosso critiche al Presidente Anci, giudicandolo ‘troppo tenero’ con il Governo.
“Per i Comuni è un momento molto difficile, perché da una parte noi amministratori non vogliamo pregiudicarci la possibilità di recuperare l’autonomia finanziaria e fiscale, elemento fondamentale per esercitare davvero il federalismo fiscale, al di là delle chiacchiere; mentre dall’altra noi esprimiamo alla manovra una critica che rimane costruttiva”, spiega Reggi.
“In questo quadro – sottolinea il vice presidente Anci - Chiamparino è stato molto deciso nel dichiarare la propria non condivisione alla manovra, ma nello stesso tempo a far capire che i Comuni non vogliono pregiudicare gli elementi che possono migliorare la flessibilità gestionale delle amministrazioni, come il patto di stabilità”.
Tuttavia il sindaco di Piacenza aggiunge: “E’ chiaro che in questo momento siamo alla resa dei conti, per cui se il governo continuerà a rimandare le decisioni, così come ha fatto finora, presentandoci dei ‘pagherò’ e spostando sempre i termini, penso che anche Chiamparino su mandato dell’ufficio di presidenza rinuncerà alla posizione fin qui seguita”.
E tra le questioni ‘dirimenti’ Reggi ricorda le garanzie finanziarie per il decreto sul federalismo municipale, ma anche gli impegni a ‘scaricare’ parte degli tagli nel 2011, a rivedere il patto di stabilità, ed a rendere possibile il pagamento delle imprese con compensazioni tra crediti e debiti verso la Pa. “Sono tutti impegni che il ministro Tremonti si è preso nei confronti dei Comuni e che noi abbiamo in qualche modo accettato e condiviso, ma se non arriverà nulla penso che Chiamparino avrà mandato di abbandonare le trattative fin qui condotte”, conclude il vicepresidente.
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