"Anzichè polemizzare con il sottoscritto, il presidente Pietro Ciucci dovrebbe spiegare, ai cittadini e agli amministratori locali dei territori coinvolti, perchè Anas ha impiegato quasi otto anni, subito dopo la piena straordinaria del 2000, a far partire i lavori di manutenzione straordinaria al ponte della Ss. 9 sul fiume Po, nonostante le ripetute segnalazioni - basate sulle relazioni tecniche di ingegneri specializzati - riguardanti la necessità di intervenire sulla struttura": il sindaco di Piacenza Roberto Reggi commenta così, con amarezza, le dichiarazioni rilasciate oggi dal presidente di Anas, in seguito all’audizione presso la Commissione "Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici" della Camera dei Deputati.
"La documentazione che ho presentato nei giorni scorsi ai Carabinieri prosegue Reggi è basata non su una mia opinione personale, bensì sull’analisi di esperti del settore, e altro non fa che confermare le inadempienze e l’indifferenza del gestore della rete stradale, che già dopo le piene del 1994 e del 2000, responsabili in buona misura dell’ammaloramento del ponte, avrebbe dovuto avviare con sollecitudine i lavori. Ancora una volta, voglio chiedere al presidente Ciucci perchè questo non sia stato fatto, così come vorrei sapere, a nome dei tanti cittadini che vivono oggi sulla loro pelle i disagi conseguenti al crollo, che fine ha fatto la convenzione per la realizzazione del secondo ponte sul Po, firmata da Anas nel 2003 insieme agli enti locali e alle due Regioni, Emilia Romagna e Lombardia. Perchè, anzichè soffermarsi sui rapporti con il sindaco di Piacenza, il presidente di Anas non risponde a queste domande?".
In merito alle due ipotesi prospettate di fronte all’ottava Commissione della Camera, ovvero la ricostruzione della campata crollata e la riedificazione completa del vecchio ponte, il sindaco Reggi ritiene auspicabile la seconda, soluzione, purchè, sottolinea, "non sia un mero alibi per evitare di affrontare la questione definitiva, vale a dire la realizzazione di un secondo, nuovo ponte sul fiume Po. Questa, oltre al ripristino del ponte storico, è la vera risposta alle esigenze del nostro territorio, perchè non possiamo più accettare che il traffico pesante attraversi la città ogni volta che si verifica (e accade purtroppo molto spesso) la chiusura dell’autostrada; il ponte storico della via Emilia, lo ribadisco, deve essere riservato al traffico leggero".
Il primo cittadino sottolinea inoltre la priorità di un intervento mirato a contenere, concretamente, i disagi per la collettività in seguito al crollo: "Un ponte di barche - spiega Reggi - sarebbe lo strumento più idoneo, al momento, per favorire il trasporto pubblico locale e il transito di pendolari e servizi commerciali, ma dev'essere Anas, in virtù delle responsabilità che le competono, a farsene carico. Non occorre certo aspettare l’esito delle indagini in corso - conclude il sindaco - per avvalorare la percezione di incuria, degrado e abbandono che da anni i cittadini, gli amministratori locali e i tecnici del settore denunciano, e che ha portato al crollo della struttura. Al presidente Ciucci chiedo, oggi, la serietà di una replica su questi temi, e non una mera, insufficiente risposta in termini polemici o personali".
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