Tratto da Libertà:
Abbronzatissimo e di ottimo umore dopo sette giorni nell'isola greca di Rodi, il sindaco Roberto Reggi è pronto a reimmergersi nell'agone politico. Che è tutto nel campo del centrosinistra in questa fase, con la trattativa per la formazione della giunta (venerdì potrebbe esserci la fumata bianca) incagliatasi tra qualche scoglio. C'è la Margherita, tanto per cominciare, che si sente penalizzata dall'avere un solo assessore, Paolo Dosi, questo secondo la prospettiva di toto-giunta che va per la maggiore, con sette dei dieci assessori uscenti riconfermati - Dosi appunto, poi i tre diessini Francesco Cacciatore, Giovanna Calciati e Pierangelo Carbone, Anna Maria Fellegara della civica Per Piacenza con Reggi, Leonardo Mazzoli degli Ecologisti nell'Ulivo, Ignazio Brambati di Rifondazione - e tre volti nuovi. Mugugni, quelli del suo partito, che Reggi non comprende. Lo fa capire bene in questa intervista appena rientrato ieri dalla vacanza con la famiglia. «Noi ci siamo presentati alle elezioni con una lista dell'Ulivo, una civica, Rifondazione (le tre forze che hanno ottenuto degli eletti in consiglio comunale, ndr) e gli altri partiti e le delegazioni le riceverò così per condurre le trattative». Come dire, se c'è l'Ulivo non ci sono più i Ds e la Margherita (Dl), cioè i suoi assi portanti, semmai ci sarà il Partito democratico (Pd) che nascerà in ottobre. «Credo che i discorsi interni vadano assolutamente superati nella prospettiva del Partito democratico», così la pensa Reggi: «Non andremo a tirare fuori le correnti e poi magari le sotto correnti? Non è questo il meccanismo corretto, dobbiamo fare sintesi prendendo a riferimento la casa dell'Ulivo».È nella proiezione unitaria che il sindaco si muove. Domani, tanto per averne la riprova, sarà al Lingotto di Torino, invitato dal sindaco Sergio Chiamparino, per partecipare in prima fila all'incoronazione di Walter Veltroni a segretario in pectore del Pd.Oggi, perciò, alla ripartenza in Comune del negoziato sulla giunta, la prima delegazione nell'agenda di Reggi sarà quella dell'Ulivo, non di Ds e Dl: «Certamente ci sta che abbiano le loro aspettative, ma è un problema di second'ordine, a chi ha votato l'Ulivo non credo che interessi quanti assessori ho di uno o di un altro, non dobbiamo tornare a quelle logiche».Un terreno su cui invece sono i Ds ad aver mostrato mal di pancia è la presidenza del consiglio, carica che la Quercia aveva nello scorso mandato, ma la cui riattribuzione (Ernesto Carini e Benedetto Ricciardi i papabili) sarebbe messa a rischio dalle aperture fatte dal sindaco al centrodestra. Aperture che Reggi conferma in pieno, rilanciando la prospettiva di un presidente dell'aula dell'opposizione. «La cosa rimane valida, fermo restando che io ho competenza sulla giunta, mentre sulle cariche consiliari è sovrana l'assemblea. Ma non scherzavo quando facevo quella proposta». E se a caldo la maggioranza, Ds in testa, aveva reagito con estrema freddezza, «mi sembra che anche il centrosinistra ne sia consapevole», osserva il sindaco, perché «a far funzionare meglio il consiglio comunale rispetto a come sono andate le cose sin qui, ci guadagnano tutti, compresa la minoranza, con le reciproche intransigenze ci siamo fatti danni entrambi, a tutti giova un passo in avanti».Un altro criterio fissato da Reggi per la giunta è la "parità di genere", cioè cinque assessore donne su dieci. Anche qui c'è chi storce la bocca, specie nei Dl che a quota rosa sono meno attrezzati. «Lo so che c'è chi fa più fatica, ma se non proviamo mai ad andare oltre... Di donne brave credo che ce ne siano tantissime, vanno anche convinte a spendersi e la proposta di sedere in giunta credo che sia allettante».
Gustavo Roccella
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Domani Roberto Reggi a Torino per ascoltare Walter Veltroni
Commento di Ale scritto il Giugno 28, 10:45