25 Aprile

"Celebriamo lo sforzo congiunto di tanti per la conquista della libertà e della democrazia"

"Era inebriante tanta somma di potere, ma infinitamente piú inebriante la coscienza dell'uso legittimo che ne avrebbe fatto". La citazione da "Il Partigiano Johnny" di Beppe Fenoglio dove si parla della responsabilità dei combattenti della Resistenza, letta da Roberto Reggi durante le celebrazioni in piazza Cavalli

Ecco il testo del saluto del sindaco Roberto Reggi alle celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione.

Oggi celebriamo il giorno della Liberazione dal nazifascismo: quel 25 aprile che restituì, al nostro Paese, la speranza in un futuro di democrazia e la volontà condivisa di consolidare la nostra stessa coscienza di popolo e l’appartenenza ad un’unica Patria.
La ricorrenza odierna ci riporta alle radici dei principi fondamentali della Costituzione italiana, di cui ricorre il 60° anniversario, sancita con la rinascita dei partiti che durante la Resistenza avevano combattuto per ridare, all’Italia, una libertà profonda e autentica, viva e sincera, dopo vent’anni in cui il silenzio del regime aveva tolto ogni linfa, ogni respiro alla democrazia e al pluralismo, in un Paese, il nostro, martoriato dall’oppressione, dalle leggi razziali e da una guerra che distrusse i sogni di tanti giovani, seminando sangue e violenza.
La Liberazione fu, per l’Italia e per Piacenza, il risultato dello sforzo congiunto della lotta partigiana, delle azioni delle Forze Armate in Italia e all'estero dopo l'8 settembre 1943, del coraggio dei deportati e degli internati nei lager e della Resistenza nelle città come nei piccoli comuni delle nostre montagne, fino all'azione, spesso silenziosa e misconosciuta, di tantissimi singoli cittadini. Lo descrive bene Fenoglio, ne “Il partigiano Johnny”, quando cita il giovane partigiano che “si sentì investito in nome dell'autentico popolo d'Italia, ad opporsi in ogni modo al fascismo… Era inebriante tanta somma di potere, ma infinitamente piú inebriante la coscienza dell'uso legittimo che ne avrebbe fatto". Vale a dire, per la conquista della libertà e della democrazia.
La Resistenza, in effetti, fu un cammino di decisiva importanza per l'avvenire del Paese, ma al tempo stesso e soprattutto fu la premessa indispensabile, la condizione necessaria per un'Italia nuova, per la stesura della Costituzione, per la faticosa ma al tempo stesso entusiasmante edificazione della nostra democrazia, per la rinascita economica e sociale, per una realtà nazionale che avrebbe guardato, con crescente partecipazione, all’Europa e alle sue istituzioni.
Il 25 aprile ha segnato la nascita di qualcosa che ha continuato a vivere, che costituisce la base del nostro stare insieme animando una competizione democratica senza mettere a repentaglio il bene comune.
“Ed è su questi principi  - come ha sottolineato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – che anche la Costituzione ha potuto presiedere nel corso dei decenni a quella complessiva grande trasformazione che ha fatto dell'Italia un paese moderno e altamente sviluppato, e ha potuto reggere a tante tensioni politiche e sociali, a tante nuove sollecitazioni e domande.
Oggi più che mai, emerge la vitalità dimostrata in sessant'anni dalla Costituzione, dai suoi principi e indirizzi fondamentali”.
Tornando a quel 25 aprile, esso ci ha fatto capire, come ha scritto uno dei padri della Costituente, Piero Calamandrei, che “la libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”. Dobbiamo insegnarlo, oggi, alle giovani generazioni: la libertà è una conquista irrinunciabile, è partecipazione, è un diritto fondamentale, certo, ma anche il dovere di rispettare e lasciare spazio al pensiero altrui. Ed è per questa ragione, che oggi sono previste diverse iniziative rivolte soprattutto ai nostri ragazzi, perché il 25 aprile è più che mai una festa che coinvolge tutti: chi ha vissuto direttamente quel periodo e i giovani che ne hanno raccolto l’eredità storica.
Il giorno della Liberazione dev’essere, insomma, la festa di tutti gli italiani, che in questa ricorrenza devono ritrovare il sentimento di unità nazionale, al di là di voglie secessioniste che, purtroppo, emergono continuamente, e per far fronte alle quali è necessario il desiderio di unità sancito anche dalla Costituzione.
E' così, ricordando il giorno della Liberazione, che si rafforza la nostra consapevolezza di cittadini liberi, che commemorano il sacrificio e l'estremo atto d'amore dei nostri partigiani come un lascito prezioso, da preservare e custodire, proteggere e rafforzare. Il sacrificio di tanti, in nome degli ideali di libertà e democrazia, significa che questi valori non possono e non devono essere messi in discussione. Mai.
Grazie.

Scritto alle 12:26AM | Permalink | 0 Commenti [0 da approvare]

 

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