Il Lazio e il federalismo demaniale: confronto sulle opportunitĂ  future

Il Lazio e il federalismo demaniale: confronto sulle opportunitĂ  future

L’Agenzia incontra il territorio

13 maggio 2016

La Direzione Regionale del Lazio dell’Agenzia del Demanio e l’ANCI Lazio hanno incontrato i rappresentanti delle amministrazioni locali per confrontarsi sulle nuove opportunità offerte dalla proroga dei termini del federalismo demaniale, la procedura che da qualche anno permette agli Enti territoriali di acquisire a titolo gratuito immobili dello Stato. Grazie al Decreto “Milleproroghe” sono stati riaperti, fino al 31 dicembre del 2016, i termini per la richiesta di beni presenti sul territorio da valorizzare, riqualificare, riutilizzare a beneficio dei cittadini. All’evento romano, organizzato nella sede della Direzione Regionale del Lazio, il Direttore PierGiorgio Allegroni ha incontrato più di 25 comuni delle province di Latina, Frosinone, Viterbo, Roma e Rieti per dare informazioni di dettaglio sul processo e sulla normativa di riferimento, raccontare esempi di trasferimenti già avvenuti con successo, illustrare la procedura online e le modalità di richiesta dei beni e presentare gli strumenti di valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Nel Lazio sono già stati trasferiti 111 immobili e nei prossimi mesi si procederà al passaggio di consegne di 248 beni. Significativi molti di quelli avvenuti in questi anni: a Gaeta, in provincia di Latina, è stato trasferito il Circolo Ufficiali Esercito La Guardia; a Frosinone la Stazione Ex Stefer; a Soriano del Cimino, in provincia di Viterbo, il Castello Orsini; a Montecompatri, in provincia di Roma, un Laboratorio Sperimentale impianti da Fune Metallica, dismesso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stato destinato ad edilizia scolastica; e ancora a Tarquinia, in provincia di Viterbo, l’ex Poligono di Pian della Chiavica, dismesso dal Ministero della Difesa.

L’Agenzia del Demanio è al servizio delle amministrazioni coinvolte durante tutta la fase del processo e sta avviando una attività di monitoraggio sull’utilizzo dei beni acquisiti dagli Enti territoriali: la norma, infatti, stabilisce che dopo 3 anni dal trasferimento gli immobili non utilizzati rientrino nella proprietà dello Stato. (tc)

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