Roberto Reggi in audizione al Senato sui "luoghi culturali" abbandonati

Roberto Reggi in audizione al Senato sui "luoghi culturali" abbandonati

29 luglio 2015

La consistenza e le opportunità di recupero degli immobili appartenenti al demanio storico-artistico e di tutti i beni in cui è possibile realizzare attività culturali sono state illustrate dal Direttore dell’Agenzia, Roberto Reggi, nel corso dell’audizione al Senato nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sulla mappa dell'abbandono dei luoghi culturali.
In particolare, nel corso dell’audizione con la 7a Commissione “Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport” del Senato della Repubblica, Reggi ha sottolineato come l’Agenzia del Demanio sia costantemente impegnata nel promuovere il riuso degli immobili abbandonati, anche stimolando iniziative di partecipazione da parte degli Enti territoriali, dei cittadini e del mercato privato al recupero sia di beni dello Stato che di immobili pubblici di proprietà di altri Enti.
Ne sono un esempio la consultazione pubblica lanciata per Valore Paese Fari, iniziativa per il recupero della rete dei fari italiani abbandonati e, più in generale, tutto il progetto Valore Paese, che ha l’obiettivo di ridar vita a immobili di pregio in disuso attraverso la concessione di lungo periodo al mercato privato, a fronte di investimenti per la ristrutturazione degli immobili.
Reggi ha, inoltre, illustrato i principali strumenti a disposizione degli Enti locali per poter ridar vita gli immobili abbandonati sul loro territorio. Primo fra tutti, il “federalismo demaniale culturale” definito dall’art. 5, comma 5 del D.Lgs. 85/2010, che prevede il trasferimento dallo Stato alle Amministrazioni locali di immobili di pregio storico-artistico a fronte dell’attuazione di un Programma di valorizzazione che ne garantisca la conservazione e la tutela, in accordo con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT). Ad oggi, ha evidenziato il Direttore, l’Agenzia ha ricevuto richieste di trasferimento per 642 beni, di cui 430 accolte, e sono attivi 226 Tavoli Tecnici con i Comuni richiedenti e con il MiBACT per definire i Programmi di valorizzazione. Ad oggi. l’iter di trasferimento si è concluso per 46 immobili, che sono passati definitivamente ai Comuni per essere valorizzati.
Ulteriori strumenti per il recupero, il riuso e la gestione efficiente del patrimonio immobiliare pubblico, che l’Agenzia sta promuovendo anche con un tour in tutta Italia, sono dati dal D.L. n. 133/2014, il cosiddetto Sblocca Italia. In particolare, l’art. 26 indica nuovi percorsi per la valorizzazione del patrimonio non più utilizzato a fini istituzionali. La norma assicura forme semplificazione e rapide per giungere alla valorizzazione urbanistica degli immobili. All’Agenzia del Demanio è attribuito il compito di valutare e gestire le richieste di assegnazione delle Amministrazioni comunali, anche per conto di privati interessati all’utilizzo dei beni, mentre le Amministrazioni sono protagoniste attraverso la presentazione di proposte progettuali. I Comuni possono così stimolare operazioni di partenariato istituzionale, funzionali al soddisfacimento delle esigenze dei territori, sia in termini di riutilizzi per finalità di interesse pubblico (social housing), sia in termini di individuazione di nuove funzioni. Parallelamente, l’art. 24 dello Sblocca Italia fornisce ai cittadini nuovi strumenti di partecipazione per il recupero di immobili e aree inutilizzate di proprietà degli Enti e, in generale, per la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano, a fronte della definizione da parte dei comuni dei criteri e delle condizioni di realizzazione degli interventi. Anche in questo caso, l’Agenzia accompagna tutti i soggetti coinvolti dall’idea fino alla rinascita del bene,
E’ ormai evidente  - ha concluso Reggi - che le risorse pubbliche non sono più sufficienti a garantire la manutenzione di tutti gli immobili. Solo con la collaborazione virtuosa tra Stato, Enti locali e privati è possibile individuare nuove funzioni e garantire la conservazione degli immobili pubblici”. (elf)

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